Implantologia dentale quando manca l’osso


L’implantologia dentale moderna si avvale della tecnica a carico immediato e anche di quella denominata “all on four”.

Per posizionare una protesi fissa, anche provvisoria, è condizione imprescindibile che l’osso sia in buone condizioni, sia per quanto riguarda la consistenza sia per la qualità.

Nei casi in cui ci sia una conclamata atrofia ossea, quindi mancanza di superficie sufficiente, è necessario procedere con il trapianto di materiale osseo da donatore e/o sintetico.

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L’atrofia è causata dalla caduta stessa dei denti che provoca un ritiro dell’osso e anche da patologie parondontali, come la piorrea che distrugge i tessuti.

La ricostruzione ossea può avvenire sia in concomitanza con il posizionamento dell’impianto(rigenerazione perimplantare) o prima (rigenerazione preimplantare) , con una procedura per l’aumento volumetrico dell’osso.

Le tecniche di chirurgia orale utilizzate sono l’innesto a blocco, l’espansione della cresta, la rigenerazione ossea guidata e infine il rialzo del seno mascellare: ognuna di queste viene applicata in base al singolo caso da trattare.

L’innesto a blocco (sia intraorale che extra orale) prevede l’uso d’innesti di osso sotto forma di piccoli cubi che vengono fissati con minuscole viti in titanio, materiale altamente biocompatibile.

Il miglior tessuto per questo tipo d’innesto è l’osso eterologo, cioè proveniente dal paziente stesso, che viene prelevato, nei casi più complicati. dalla zona cranica o dall’anca, mentre nei casi più semplici dalla zona mandibolare o dal mento.

L’espansione della cresta avviene invece quando bisogna eliminare impedimenti anatomici per posizionare in modo ottimale l’impianto e quindi aumentare lo spessore delle creste dove il dente manca.

La rigenerazione ossea guidata mira a formare un osso nuovo con membrane riassorbibili e un materiale riempitivo. Anche in questo caso si può usare un trapianto autologo e, in mancanza di questo, si usano quelli sintetici che possono riempire l’area di superfici ridotte di osso mancante.
L’osteointegrazione avverrà nel giro di 6-12 mesi entro i quali si potrà procedere con un impianto fisso definitivo.

Il rialzo del seno mascellare si rende necessario quando bisogna riempire una cavità nella zona superiore, che è spesso edentula e questo provoca la riduzione dell’osso.

Il rialzo può essere interno o esterno; quello interno serve per aumentare il volume dell’osso in altezza di 2-3 mm dove lo spessore disponile è di soli 6-8 mm.

Questa tecnica chirurgica viene eseguita per ottenere un aumento volumetrico in altezza di poche millimetri (2-3 mm), in un sito con spessore osseo insufficiente in altezza (6-8 mm).

Il grande rialzo del seno mascellare viene eseguito quando la superficie disponibile è estremamente ridotta. Si solleva il rivestimento membranoso in modo delicato e si riempie la cavità di materiale sintetico o eterologo.

La piezochirurgia è utile per ridurre al minimo il traumatismo e avere finalmente una base solida per procedere con l’impianto dentale.

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